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Accompagnatori di Escursionismo C.A.I. |
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da "Il Varco del Paradiso" notiziario sezionale del CAI Salerno 1/2006 |
Corso propedeutico per Accompagnatori di Escursionismo CAI 2005.
di Paola
Gentile e Valerio Bozza
Passeggiando tra i wanderwege svizzeri, popolati ogni fine settimana da allegre famiglie, anziane persone, atleti robusti o semplici escursionisti, sempre più spesso immaginavamo quanto sarebbe stato entusiasmante poter divulgare nella nostra Campania la cultura della montagna, guidando persone curiose alla scoperta delle straordinarie bellezze che la natura offre, dalle valli alle cime, in molteplici forme: dai silenzi, ai profumi, ai colori, in ogni stagione sempre diversi…
In poco meno di un anno i
nostri discorsi sono diventati realtà, grazie ad un’importante
iniziativa promossa dal CAI: il Secondo Corso Propedeutico per
Accompagnatori di Escursionismo del Convegno C.M.I. (Centro
Meridionale Insulare), articolatosi in due moduli, ciascuno
costituito da una serie di lezioni teoriche, seguite da
un’escursione dimostrativa. La prima sessione del Corso si è tenuta
a Lagonegro (PZ) il 18 e 19 giugno, la seconda a Leonessa (RI) il 22
e 23 ottobre.
Tra i circa cinquanta
aspiranti Accompagnatori selezionati tra le regioni del C.M.I., la
Sezione CAI di Salerno ha avuto quali rappresentanti Attilio Piegari
e noi due. L’obiettivo di questo Corso Propedeutico, in quanto corso preparatorio al Corso di Formazione vero e proprio, non è stato tanto quello di fornirci le competenze necessarie per diventare degli Accompagnatori di Escursionismo (che abbiamo scoperto essere davvero tante!), quanto piuttosto quello di illustrare con chiarezza i doveri e le responsabilità di una siffatta figura. Come più volte ripetuto dal nostro istruttore Gianni D’Attilio, l'Accompagnatore di escursionismo è un “uomo del territorio”, competente, che conosce la cultura e la natura dei luoghi in cui opera, dotato di un bagaglio tecnico e psicologico sufficiente per trarsi d'impaccio con gruppi numerosi in caso di difficoltà in montagna. Diventando un Accompagnatore, quindi, l’“andar per monti” si apre a nuove prospettive, trasformandosi da un puro piacere personale ad una sorta di “missione”, quella di trasmettere il fascino del silenzio e dei grandi orizzonti, di educare ai ritmi lenti e senza tempo che la montagna impone, con un impegno attivo e costante a “promuovere, organizzare, svolgere, coordinare la pratica dell'escursionismo”. L’aspetto sicuramente più enfatizzato durante le lezioni del Corso Propedeutico è stato quello della responsabilità, che per un Accompagnatore di Escursionismo non è più solo nei confronti di se stesso, come per il semplice escursionista, ma è per l’intero gruppo che si dirige. Avere consapevolezza di ciò costituisce l’indispensabile presupposto per esercitare adeguatamente il compito di Accompagnatore. In un clima di grande professionalità, ma allo stesso tempo molto informale, tanto vicino a quello che anima le uscite in montagna tra i CAIni, le sessioni teoriche di Lagonegro e Leonessa hanno offerto interessantissimi momenti di confronto con esperti del settore sulle problematiche fondamentali alla base dell’attività degli Accompagnatori di Escursionismo, dagli aspetti giuridici del problema “sicurezza”, ai dettagli inerenti la programmazione e l’organizzazione di un’escursione; dalla disamina delle possibili cause di incidenti in montagna all’organizzazione del gruppo di primo intervento nelle escursioni; dalle principali nozioni di segnaletica e sentieristica a quelle di cartografia ed orientamento; dall’illustrazione delle manovre di corda alla meteorologia. Insomma, un’ampia e completa panoramica presentata con grande professionalità e competenza. Sembrava quasi di assistere ad un passaggio di consegne da padri a figli… E che divertimento provare e riprovare a fare i nodi, dal bulino al barcaiolo, dal nodo delle guide al prussik, fin quasi a notte avanzata, per metterli poi in pratica durante l’escursione dimostrativa la mattina dopo. E chiacchierando tra una succulenta pietanza e l’altra a pranzo e a cena con i CAIni provenienti dalle varie regioni del Centro-Sud, eccoci scambiare utili informazioni sullo stato di quel sentiero, quella cima o quel vallone, meta di una futura escursione, la cui progettazione nasce magari al momento, proprio sulla scia dei nostri discorsi... E durante uno di questi allegri momenti conviviali è avvenuta l’inaspettata quanto piacevole visita del Presidente Generale del CAI, Annibale Salsa, che ha salutato calorosamente noi aspiranti Accompagnatori con un entusiastico elogio all’escursionismo, sottolineandone il particolare ruolo quale presupposto fondamentale di ogni altra attività del CAI. E con il ricco bagaglio di informazioni ed emozioni regalateci dal corso, torniamo alle nostre montagne con tanti sogni e progetti, più attivi che mai... PAOLA GENTILE e VALERIO BOZZA |
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dopo il nostro passaggio sull'Etna !!! |
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comunicato ANSA 7/5/2007 Etna, ripresa attività esplosiva Aumentato tremore vulcanico Nuova attività esplosiva dal cratere sud-est dell'Etna. A partire dalle 22 di domenica, le stazioni della sede sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania hanno infatti registrato un graduale aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico, inizialmente dagli strumenti delle postazioni sommitali, poi anche da quelle situate a quote medio-basse. Effettuato un sopralluogo nella zona interessata. Il flusso lavico, ben alimentato, si sta riversando nella desertica Valle del Bove, senza rischi, dunque, al momento, per la popolazione. I vulcanologi dell'Ingv continuano ad effettuare sopralluoghi nell'area sommitale dell'Etna. E' la quarta fase eruttiva registrata sul vulcano dal 29 marzo scorso. A partire da quella data altre due ci sono state l'11 e il 29 aprile. Tutte si sono esaurite entro 48 ore dall'inizio.
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da "Il Varco del Paradiso" notiziario sezionale del CAI Salerno 1/2008 |
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NOTTE DOPO gli ESAMI (per Accompagnatore di Escursionismo)
Infine a casa, stanco ed insonne per le emozioni che il rivivere gli eventi vissuti riaccende: tanti (mi viene da dire troppi) si affollano sovrapponendosi con immagini e voci, stanchezza e cene, neve e panorami, rocce e brindisi al grido “prusik” fra volti e nomi divenuti man mano familiari.
Ricordo chiaramente che… … nel tardo pomeriggio di oggi ho salutato i colleghi di Corso in attesa di sostenere il colloquio finale con la Commissione, rassicurandoli: i nostri Istruttori – anche se in veste di esaminatori – non avevano nulla perduto la loro naturale carica di cordiale affabilità: veri A. E. a 360°. … Carlo, dopo avermi raggiunto sulla porta della sala riunioni, mi ha stretto la mano con un “… ci tenevo a salutarti”! Tanto è bastato a ché la fitta nebbia - compagna costante nel viaggio d’andata da L’Aquila a Prati di Tivo - si dissolvesse (capacità questa posseduta solo dall’Ispettore del VI Corso di Formazione). … calzare per la prima volta i ramponi e scoprire che quanto insegnato da Alberto - con piccozza e baricentro - ti permette di camminare con sicurezza su una discesa di neve vetrata e, anche se goffo come un orso, ti diverti senza invidiare troppo quegli scoiattoli travestiti da Istruttori di Alpinismo. … ho sì ringraziato Pino che, dopo aver ben ribadito gli argomenti di cartografia, ha controllato – spinto da carità cristiana – i valori degli azimut, da ciascuno di noi calcolati per i vari segmenti del percorso assegnatoci. Ma quando, perfidamente, ci ha obbligato a percorrere - in solitaria - oltre tre chilometri, sotto una costante pioggia (più a monte nevischio) con carta, bussola ed i nostri azimut, i moccoli sono stati tanti! Però riuscire a localizzare l’una dopo l’altra le sette poco visibili “lanterne” mi ha ripagato della stanchezza inzuppata di ansia e definitivamente mi son riappacificato con il Direttore del Corso e col suo “orientamento”!
Ora le palpebre iniziano a chiudersi, ma mi viene anche in mente che… … iniziando la discesa in corda doppia, ebbi visioni mistiche! Accanto un angelo custode con un equilibro senza pari che, nella divisa grigio-granata di Felice, controllati casco ed imbraco, moschettoni e machard, mi ha permesso, in totale sicurezza, di “lanciarmi” nel vuoto! … terminata la doppia, appena il tempo di porre via il “secchiello” per il “set” e vedo le vesti di angelo passare su Carmelo che affabilmente indica, seguendomi, che è tempo di percorrere quanto è stato preparato per oltre 120 metri: una via ferrata che, fra crestine e canalette, discese e salitine, avvalendosi solo di quanto offriva la palestra di roccia, ha comprovato l’eccellente professionalità alpinistica di Alberto, Enrico, Gabriele, Marco.
E’ ancora mi fa piacere ricordare … … la brillante ed esaustiva relazione di Daniele, che ha offerto soluzioni ai tanti problemi che insorgeranno durante il nostro compito di Accompagnatore dei Soci CAI: organizzare escursioni degne di tal nome, dalla scelta alla descrizione dell’itinerario (studiato su carta e verificato sul campo), dai tempi alla logistica, dalle soste ai riferimenti locali, sino alla gestione delle emergenze. … la capacità comunicativa, il dinamismo e la perfetta organizzazione di Filippo, uomo dell’Appennino dalla notevole cultura capace di catturare attenzione e simpatia di tutti noi finché, scoperta la sua professione (è un fisico), venne “adottato” dai nostri Paola e Valerio – che io considero fra i più attenti e preparati “papacchiotti” del Corso – ai quali ancora devo un affettuoso ringraziamento per avermi sopportato durante i cinque lunghi giorni. … i fenomeni atmosferici e le responsabilità nella conduzione, l’equipaggiamento e la sentieristica, la psicologia di gruppo e l’allenamento, il primo soccorso in montagna e l’elisoccorso. Argomenti tecnici e per alcun verso ostici, resi accessibili a tutti dalla eccellente professionalità dei relatori - meteorologo ed avvocato, psicologa e medico, alpinista e pilota di elicottero – sono ora divenuti nostro bagaglio culturale, anche per i riferimenti bibliografici e multimediali forniti. Il tutto, poi, da trasferire ai Soci che, nelle nostre Sezioni, vogliono e debbono arricchire il loro sviscerato amore per la montagna. Promessa o minaccia ? Il sonno mi assale: risponderò poi. ATTILIO PIEGARI |
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